L’argomento violenza e tecnologia è un argomento molto dibattuto (Harkin D, 2022). Per molti autori, l’innovazione tecnologica sembra essere considerata come la co-protagonista della violenza di genere (Harkin D, 2022); questa, infatti, sembra facilitare il compiersi di atti di violenza in diversi modi. Nello specifico il COVID-19 e la situazione pandemica hanno facilitato l’aumento dei casi di violenza mediante la tecnologia, generando una modifica delle dinamiche in essere, nei diversi contesti. L’utilizzo della tecnologia e l’aumento di casi di violenza, hanno sollevato una problematica mondiale, richiedendo nuove strategie per fronteggiarle (Lorusso , 2022). Nonostante ciò la tecnologia, seppur condannata da molti autori, in condizioni avverse ha rappresentato uno strumento attraverso il quale proporre soluzioni e promuovere sostegno e aiuto (Tozzo, 2021).

L’impatto del COVID-19
Le restrizioni imposte a causa dell’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 in Italia e nel mondo hanno determinato delle modifiche nell’assetto sociale e socioculturale di diverse realtà. I dati raccolti sull’aumento di casi di violenza di vario genere sono molteplici e provengono da tutto il mondo, nonostante le differenze nelle politiche di contenimento (Lorusso , 2022). La tecnologia gioca nuovamente un ruolo ambivalente: da un lato nell’affermazione di nuovi comportamenti patologici e non, all’interno delle dinamiche della violenza sessuale e non; dall’altro correndo in aiuto di molte delle vittime (Lorusso , 2022).
Gli aspetti negativi della tecnologia
Numerosi sono gli autori che hanno un’opinione contraria nei confronti dell’utilizzo della tecnologia. In Australia esiste un movimento nato con lo scopo di dimostrare la pericolosità della violenza perpetrata attraverso l’utilizzo di App di dating, chat e simili (Henry & Powell, 2018). Diversi gli articoli e libri pubblicati dalla Powell hanno avuto l’obiettivo di sottolinearne la negatività (Boxall, Morgan, & Brown, 2020).
La tecnologia nasce come mezzo di facile utilizzo, con lo scopo di facilitare la condivisione e per la messa in atto di numerosi atti umani che si moltiplicano a loro volta e generano comportamenti strutturati attuati mediante la tecnologia. La tecnologia potrebbe essere, dunque, un mezzo che facilita anche azioni di violenza di genere e allo stesso tempo le velocizza, ma esse in quanto tali rimangono azioni umane che mettono in atto nuove tipologie di atti violenti. Questo evidenzia la complessità del fenomeno in sé.

Quali sono le prove contro l’utilizzo della tecnologia?
Un esempio di prove a sfavore arriva dalla pratica dello Stalking. Il mondo digitale sembra fornire consistenti mezzi che mantengono e intensificano il comportamento dello stalking, rappresentato soprattutto dalle chat e dai social network. Durante la pandemia famoso il caso dell’utilizzo dei dispositivi AirTag della Apple (Barbera, 2022) a scopo di tracciamento dei movimenti della vittima, caso che ha fatto scalpore sia in America, ma anche in Italia. Questo ha favorito l’attivazione di azioni anti-stalking da parte di altre case di produzione come Android e la stessa Apple (Barbera, 2022). Dal punto di vista della vittima spesso è mancata la possibilità di viaggiare, uscire o spostarsi insieme a qualcuno. L’essere soli con dei bambini piccoli, la ripetitività degli spostamenti e la prevedibilità della propria localizzazione, hanno rappresentato un terreno fertile per lo stalker (Bracewell K. et al. Hargreaves, 2020). Dal punto di vista dello stalker le restrizioni lo hanno portato a virare su una differente tipologia di comportamento persecutorio: come l’installazione di dispositivi di tracciamento nell’auto della propria vittima o l’assunzione di un detective privato (Boxall, Morgan, & Brown, 2020; Bracewell K. et al. Hargreaves, 2020).

I principali fenomeni in ascesa
L’empio dello stalking è solo uno dei tanti che si sono amplificati durante la pandemia e in cui la tecnologia ha avuto un ruolo. Un altro fenomeno è quello della violenza da partner intimo (Intimate Partner Violence, IPV). Dalle ricerche fatte tra le problematiche di maggior peso in tutto il mondo emerge la violenza da partner intimo (IPV). Questa problematica emerge non soltanto come problematica a sé stante, emerge anch’essa come comportamento in ascesa a seguito della pandemia, ma anche come problema già radicato nella popolazione e già in aumento (Karystianis, et al., 2022). Anche in questo caso il fenomeno è mondiale, ma la tecnologia offre, nello specifico, tante possibilità e risorse: dall’utilizzo di soluzioni web, alle numerose applicazioni pensate per chiedere soccorso, alla terapia a distanza alla messa in opera di un servizio di Helpline, etc, etc… (Lorusso , 2022).
Esiste la possibilità di sfruttare la tecnologia a favore della lotta contro la violenza?
Nonostante una visione negativa che emerge della tecnologia, un esempio virtuoso a favore di essa potrebbe essere l’organizzazione Australiana eSafety (Australian Governement, 2021). L’organizzazione si è posta l’obiettivo di promuovere la sicurezza online, esercitando il loro operato ai sensi della legislazione del governo australiano e in primo luogo l’Online Safety Act 2021 (Australian Governement, 2021). La eSafety Commissioner, ad esempio, fornisce anche un portale online per la segnalazione di abusi basati su immagini per assistere negli sforzi di rimozione (Australian Governement, 2021).
Da un articolo scientifico pubblicato da Harkin et al. (Harkin D, 2022) vengono valutate con disamina le prove a favore e quali le possibilità che la tecnologia offre. Questi e molti altri esempi rappresentano gli sforzi per sfruttare la tecnologia per rispondere al Technology-Facilitated Sexual Violence (TFSV) o TFA in (Harkin D, 2022). Le categorie tecnologiche individuate sono:
- guide online sulla “sicurezza digitale”;
- l’implementazione della “sicurezza/privacy by design” di diversi dispositivi o piattaforme tecnologici;
- lo sviluppo e l’applicazione di soluzioni tecnologiche su misura e circostanziali e
- una serie di app sviluppate per consentire alle vittime-sopravvissute di prendere appunti o connettersi con i servizi di supporto (Harkin D, 2022; Lorusso , 2022).

Obiettivi futuri
La tecnologia in sé, non è da solo l’unico problema in gioco, ma anche e soprattutto una mancanza di standardizzazione nella definizione delle molestie e della azione legislativa ad esse associata, mancanza già evidenziata in precedenza, che andrebbe adeguata (Patel & Roesch, 2022). La legislazione sugli atti di violenza perpetrata attraverso i mezzi tecnologici, infatti, non è regolamentata. (Patel & Roesch, 2022).
In molti casi la difficoltà principale è la capacità di accoglienza dell’evento di abuso. Esso non avviene solo nei centri antiviolenza, ma in diversi presidi come la continuità assistenziale, il pronto soccorso etc etc (Lorusso , 2022). Presidi in cui l’operatore non è adeguatamente formato e in grado di accompagnare la vittima e darle sostegno. E ciò che si evince da alcuni studi è la mancanza di formazione dello specialista della salute. La mancanza di un percorso legislativo facilitato e in ultimo la mancanza di mezzi legislativi appropriati (Lorusso , 2022).

Un’altra azione concreta potrebbe essere quella di puntare sulla formazione. Una formazione che sia complementare, che investa i giovani e che formi i professionisti, e che sia in grado di costruire un aiuto concreto e completo. L’educazione è sempre stata un alleato nella conduzione di piani di prevenzione su larga scala. Si dovrebbe pensare alla creazione di nuove figure che siano in grado di fronteggiare le crisi e i fenomeni conseguenti all’utilizzo della tecnologia; dedicando, in prima istanza, degli eventi di informazione gratuiti, e successivamente di formazione specializzata che crei nuove figure di professionisti della salute: psicologi, sessuologi, medici, sociologi, avvocati, giuristi, etc. etc che vengano messi in grado di gestirne le problematiche (Lorusso , 2022).

Oggi l’educazione può essere semplice e può sfruttare la tecnologia per espandersi e per ottenere dei risultati pensati per un’intera regione o territorio, attraverso proprio le piattaforme web, i webinar, gli incontri di formazione online, etc. etc.
Lorusso, 2022
In generale, il fenomeno della violenza di genere, sembra abbia subito un’amplificazione durante la pandemia, e la tecnologia abbia rappresentato un mezzo efficace per la perpetuazione di essa. Ma la questione rimane ambivalente, perché i mezzi utili alla prevenzione della violenza di genere sembrano possano essere gli stessi utilizzati per la loro messa in atto (Lorusso , 2022). Infine, i risultati raccolti ci dicono che la violenza sessuale viene agevolata dalla tecnologia (fenomeno in lingua inglese noto come: Technology-Facilitated Sexual Violence, TFSV), manifestandosi come una forma di violenza sessuale, partendo da molestie online e arrivando ad altre forme di abuso sessuale con un tasso di prevalenza elevato e in aumento (Patel & Roesch, 2022).

In conclusione, cercare di screditare la tecnologia, nonostante essa possa aver dimostrato di favorire comportamenti violenti di vario tipo, non sembra essere la strategia migliore per favorire il progresso e per limitare la violenza stessa. Dal punto di vista legislativo è importante definire ogni singolo atto di violenza in quanto tale e la pena che ne consegue, favorendo la responsabilizzazione dell’atto in sé (Lorusso , 2022).
Dott.ssa Letizia Lorusso
Medico Chirurgo, Sessuologa Clinica e Biostatistica in formazione
Bibliografia
Australian Governement. (2021). eSafety Commissioner. Tratto da www.esafety.gov.au: https://www.esafety.gov.au/about-us/who-we-are/our-legislative-functions
Barbera, D. (2022, Marzo 31). Wired. Tratto da https://www.wired.it/: https://www.wired.it/article/android-anti-stalking-tracker/
Boxall, H., Morgan, A., & Brown, R. (2020). The prevalence of domestic violence among women during the COVID-19 pandemic. Statistical Bulletin – Australian Institute of Criminology.
Bracewell K. et al. Hargreaves, P. &. (2020). The Consequences of the COVID-19 Lockdown on Stalking Victimisation. J Fam Viol., 1-7.
Harkin D, M. R. (2022, Jun 28). Technology-Based Responses to Technology-Facilitated Domestic and Family Violence: An Overview of the Limits and Possibilities of Tech-Based “Solutions”. Violence Against Women. doi:10.1177/10778012221088310
Henry, N., & Powell, A. (2018). Technology-facilitated sexual violence: a literature review of empirical research. Trauma Violence Abuse., 195–208.
Karystianis, G., Adily, A., Schofield, P., Wand, H., Lukmanjaya, W., Buchan, I., . . . Butler, T. (2022). Surveillance of Domestic Violence Using Text Mining Outputs From Australian Police Records. Front Psychiatry., 787792.
Lorusso , L. (2022). Cultura della Prevenzione: dalla Psicoeducazione alla Ricerca Clinica – Il ruolo della Tecnologia nella Violenza di genere. Tesi di Master di II Livello in Sessuologia Clinica, Associazione M.A.P. .
Patel, R., & Roesch, U. (2022). The Prevalence of Technology-Facilitated Sexual Violence: A Meta-Analysis and Systematic Review. Trauma Violence Abuse., 428-443.
Tozzo, P. G. (2021). he Usage of Mobile Apps to Fight Violence against Women: A Survey on a Sample of Female Students Belonging to an Italian University. International Journal of Environmental Research and Public Health, 18(13), 6968. doi:https://doi.org/10.3390/ijerph18136968


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