L’importanza del supporto psicologico per le donne che affrontano questa diagnosi
Il tumore al seno è il più conosciuto e diffuso tra i tumori nella popolazione femminile.
Circa 1 donna su 10 si trova a dover affrontare questa difficile diagnosi nel corso della propria vita e in un’età sempre più giovane. La sua rilevanza non deriva solamente dai tassi di incidenza che la caratterizzano, ma anche dalle molteplici ripercussioni psicologiche che comporta per il significato che il seno ricopre.
“Non ho la più pallida idea di ciò che stai passando ora, ma sono qua per te”

La diagnosi di tumore al seno e la gestione della malattia, rappresentano un trauma che può avere forti ripercussioni sulla qualità di vita e sulla salute mentale delle pazienti ma secondo un’indagine di Europa Donna, solo una donna su quattro accede a terapie di sostegno psicologico.
Dopo una diagnosi di tumore al seno si provano emozioni intense, sentimenti d’incredulità e di smarrimento, d’impotenza e di perdita del controllo, di tristezza, di ansia, di rabbia, di solitudine e isolamento, d’incertezza per il presente e per il futuro, con frequente angoscia di morte. Queste sensazioni sono spesso definite dalle pazienti come “uno shock “, “una confusione “, “una nebbia”.
“La diagnosi di tumore al seno è quella che lascia più ferite nell’anima. Nonostante la chirurgia d’eccellenza è sempre più conservativa, mininvasiva e tende a ridurre al minimo eventuali effetti negativi sull’immagine corporea, a preservare l’integrità del corpo, la paziente deve sempre imparare ad accettare il cambiamento”.
Lucia Bonassi, Psicologa Psicoterapeuta – Responsabile Servizio di Psiconcologia Azienda Socio Sanitaria Territoriale Bergamo Est. per Elle
“Come si fa ad accettare il cambiamento del proprio corpo?”.
Improvvisamente, ci si trova a dover gestire non solo la paura della malattia e delle terapie necessarie alla guarigione ma anche le inevitabili conseguenze sull’immagine del corpo, che possono abbassare l’autostima e compromettere l’equilibrio di coppia.
A livello psicologico, il tumore al seno è come se compromettesse l’integrità della donna, minandola nella sua femminilità: la perdita dei capelli, la scomparsa del ciclo mestruale, l’induzione della menopausa con le problematiche ad essa correlate. Le pazienti affrontano un periodo di enorme difficoltà emotiva, circa il 46% manifesta problemi di depressione, mentre il 50% ha problemi di ansia.
“Il corpo cambia, con asportazioni e ricostruzioni, e il processo di adattamento può essere difficile”.
Dott. Aldo Marinacci, Psicologo – Sessuologo Clinico per Discovery Abruzzo Magazine Giug 2019
È importante che la donna possa cominciare un cammino di accettazione e riappropriazione di sé. Frequentemente si consiglia di riprendere confidenza con il proprio corpo, in modo graduale e rispettoso del proprio tempo, per esempio, iniziando a sentirlo al tatto, con tocco gentile e delicato, senza fretta e preferibilmente a luce spenta e poi gradualmente anche con la vista; mettendosi davanti allo specchio da sole e guardandosi con delicatezza e amore per sé stessa; toccando le parti nuove che possano essere percepite come “estranee”, riprendendo così confidenza con la nuova sé.

In questa fase delicata della vita di una donna, il sostegno del partner è fondamentale. Nel rapporto di coppia è importante condividere con il partner le proprie paure, le proprie insicurezze e ricostruire insieme un nuovo tipo di intimità partendo soprattutto dalla parte affettiva.
“La moglie, fidanzata, compagna non deve essere trattata da paziente, a quello ci pensano i medici. Il partner dovrebbe essere disponibile al dialogo e senza forzature, assecondare i suoi interessi e fare in modo che dedichi del tempo a sé stessa senza i tipici sensi di colpa. Troppe volte le donne rinunciano a gesti che le fanno stare bene, banalmente un appuntamento con il parrucchiere o l’estetista, o un caffè con le amiche, perché temono di togliere tempo alla famiglia e al lavoro. Durante la malattia si corre il rischio che questo senso di colpa si aggravi. Non c’è nulla di più sbagliato!! Alla donna bisogna assicurare una prospettiva di futuro possibile, anche se diverso da quello ipotizzato prima di questa diagnosi”.
Lucia Bonassi, Psicologa Psicoterapeuta – Responsabile Servizio di Psiconcologia Azienda Socio Sanitaria Territoriale Bergamo Est. per Elle
I trattamenti di tipo ormonale possono comportare dei risvolti psicologici significativi; per esempio, questi trattamenti possono indurre la donna in menopausa precoce durante tutto il tempo in cui si assumono i farmaci (solitamente sono necessari non meno di cinque anni). Questo può mettere a dura prova la fertilità della donna e il desiderio di diventare madre cosa che, potrebbe inficiare il proprio senso di maternità e la propria progettualità di vita.
Con lo sviluppo tecnologico e la ricerca in campo medico, attualmente esistono delle strategie per preservare la fertilità, da poter adottare quando è possibile, prima di sottoporsi ai trattamenti, come il congelamento degli embrioni, degli ovociti e del tessuto ovarico. È molto importante parlarne sempre con il proprio medico oncologo e così poter decidere insieme se sia possibile e quale tecnica possa essere efficace nel proprio caso specifico.
Anche gli effetti collaterali della chemioterapia possono comportare complesse conseguenze sul piano psicologico, pensiamo ad esempio, alla caduta dei capelli e a quanto questo possa mutare la propria immagine e la percezione che si ha di questa stessa immagine.

Rispondere alla diagnosi, abbracciare le conseguenze dei vari trattamenti sul piano fisico e psicologico e imparare a convivere con le paure legate a questa diagnosi, comportano per chi le deve affrontare un enorme carico emotivo.
È, quindi molto importante per le donne che si trovano ad affrontare questa diagnosi, il prendersi cura di sé stesse, chiedendo innanzitutto informazioni e spiegazioni ai propri medici di fiducia, è utile rivolgersi alle varie associazioni che si occupano specificatamente degli aspetti psicologici legati alla scoperta del tumore al seno, ciò può essere di grande aiuto. Molto beneficio si ha prendendo parte a gruppi di “mutuo-auto aiuto” in cui poter confrontarsi con altre donne che vivono lo stesso percorso e con cui condividere insieme pensieri, preoccupazioni, paure ed emozioni che tale condizione comporta, e così trovare comprensione e sostegno reciproco. È consigliabile affidarsi ad un professionista specializzato nel sostegno di questi processi di sofferenza ed incertezza, egli può rappresentare un importante aiuto volto a promuovere sia il benessere, la qualità della propria vita e della propria famiglia, sia ad affrontare con serenità e consapevolezza le novità che comporta una diagnosi di tumore al seno.
Noi dell’Associazione Map crediamo fortemente all’importanza di riprendersi la vita da dove la si è lasciata e provare ad apprezzarla anche nelle piccole cose. Nasce così una nuova consapevolezza, quella di essere una donna diversa da quella di prima e molto probabilmente migliore.
Vi saluto con affetto e una frase di Frida Kahlo:
“Se con un tacco ti vedi più alta, con l’amore per te stessa ti vedrai immensa”
Frida Kahlo
A cura della Dott.ssa Emerilys Martha Delgado Garcia
Aspetti psicologici del tumore al seno. Note Bibliografiche:
- Psiconcologia, Marco L. Bellani-Gabriella Morasso-Dino Amadori-Walter Orrù-Luigi Grassi-Paolo G. Casali-Paolo Bruzzi. Edizione MASSON, 2002.
- Manuale pratico di Psico-oncologia, Luigi Grassi, Massimo Biondi, Anna Costantini. IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE, 2004.


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