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Come nasce …il laboratorio?

Il laboratorio nasce come locale attrezzato per la produzione di tipo artigianale, a volte annesso a negozi in cui si eseguono lavorazioni di oggetti posti in vendita.

Col tempo, questo termine viene associato anche a luoghi istituiti per dare lavoro o ad insegnare un mestiere ai disoccupati fino ad arrivare nel tempo ad essere luoghi non solo di produzione, ma anche di analisi, di studio, di ricerca, di diagnosi nei vari settori della società.

A volte in sostituzione si utilizza il termine “ATELIER”, soprattutto per indicare laboratori di confezioni per signore, di pittura, di scultura, di fotografia. L’idea di laboratorio ha origini profonde e lontane: da Comenius (sec.XVII) a Pastalozzi (inizio ottocento), a Dewey, Derroly, Montessori, Freinet, per giungere a Lucio Lombardo Radice, a Emma Castelnuovo e alla “Classe cooperativa” del MCE (nel XX secolo).

Tutti concordano sull’importanza dell’ associazione della pratica all’insegnamento ma, ancora oggi, il concetto di laboratorio didattico stenta ad affermarsi concretamente nella pratica dell’istruzione scolastica in tutti i suoi gradi. Pur essendo diventato negli ultimi anni un termine di moda dentro e fuori la scuola, lo si usa nei più diversi contesti e situazioni, a volte anche a sproposito.

Oggi il termine “laboratorio” viene utilizzato in ambiti e settori della nostra società a latitudini opposte fra loro, mantenendo però la centralità della sua importanza per lo sviluppo nei vari settori. Un vero e proprio centro di gravità insomma, capace di catalizzare studi, pensieri, lavoro, investimenti.

Il laboratorio è insieme lavoro e relax, ricordo e sviluppo, tradizione e innovazione un ambiente in cui si apprende grazie ad un “fare”-attivo (osservare, pensare, progettare, provare, adattare, produrre, argomentare): La fase del “fare” corrisponde ai nostri bisogni, alle nostre curiosità, alle nostre domande. Quella dell’”azione” invece è finalizzata alla conoscenza, all’apprendimento inteso come realizzazione del prodotto, che sia fisico o puramente intellettuale.

I laboratori sono il migliore strumento per far esprimere la “persona”, per esaltarne la cultura, l’educazione, gli interessi, le peculiarità, per aiutarla a riscoprire e qualificare, in maniera cooperativa, la complessità delle proprie esperienze. Un momento significativo di relazione interpersonale e di collaborazione costruttiva tra allievi e docenti dinanzi a progetti condivisi da realizzare ed a compiti comuni da svolgere, avendo la possibilità di utilizzare le conoscenze, le abilità che servono allo scopo e valorizzando l’intelligenza distribuita che ogni raggruppamento di bambini, ragazzi e docenti porta con se’.

BIBLIOGRAFIA
Agrati L., Alla”conquista” del sapere: il laboratorio nella formazione degli insegnanti, Carocci, Roma, 2006 Dewey J.(1899), Scuola e società, La Nuova Italia, Firenze, 1993 Frabboni F., Il laboratorio, Laterza, Roma-Bari, 2004

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